Le nostre Battaglie * 29.05.85 Per non dimenticare mai. giovedì 21 agosto 2008 Registrazione Login

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20.10 Il saluto del numero Uno Gigi Buffon a noi di Orogliogobbo.com

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 29.05.1985. Per non dimenticare Mai. Riduci

29 MAGGIO 1985: VIDEO E FOTO DI QUELLA MALEDETTA SERA..

"Morire per una partita di calcio non ha spiegazione, non c’è logica che tenga. Eppure è successo. L’Heysel è storia, una brutta storia purtroppo."
 
UNA LEZIONE DA NON DIMENTICARE

Festa, amicizia, fratellanza: lo spettacolo dello sport sa regalare agli appassionati emozioni intense, speranze, gioia e talvolta non risparmia delusioni. La competizione ed un sano agonismo ripropongono in fondo lo spettacolo della vita stessa, hanno la capacità di aggregare persone sotto gli stessi colori e le bandiere, ma anche di riunire in momenti di celebrazione ed euforia collettive gruppi, o addirittura interi popoli, che per l'occasione mettono da parte gli attriti fino ad allora perduranti. Il calcio, la disciplina sportiva più capace di catalizzare l'attenzione di un pubblico ormai globale, in numerose occasioni ha saputo offrire lezioni di civiltà dall'importante valore simbolico riscattando magari la cecità di politiche irrigidite nei contrasti e nella tensione. Vi sono momenti, invece, dove la comunione sportiva lascia il posto al brutale istinto animalesco e ripropone, anzi amplifica, i conflitti, trasformando ciò che dovrebbe essere un evento felice e spensierato in un desolante teatro di violenza e distruzione. Non fa altro che accrescere il rimpianto, la constatazione che tragici episodi macchiati di sangue e ritenuti irripetibili, una volta passato lo shock, l'eco del momento, si ripropongano poi con inquietante regolarità, come se fosse impossibile imparare dal passato.

Come una festa si trasforma in tragedia
 

Bruxelles ospita per la quarta volta la finale della Coppa dei Campioni, il più importante torneo calcistico in Europa, dopo le edizioni del 1958, 1966 e 1974. A contendersi il trofeo sono il Liverpool, che ha così la possibilità di riconfermare il titolo conquistato contro la Roma nella stagione precedente, e la Juventus alla quale ancora manca un'affermazione in questa competizione. Entrambe le squadre possono vantare un imponente seguito di fedelissimi tifosi, che hanno accompagnato i propri beniamini durante i vittoriosi gironi attraverso il continente, a cui si aggiungono i tanti italiani emigrati in Belgi, accorsi in massa in occasione di questa opportunità storica (e forse incoraggiati dal precedente successo in Supercoppa appena 4 mesi prima), e i supporters inglesi, che sbarcano eccitatissimi in un numero quasi altrettanto considerevole e forse carichi di rancore per gli incidenti che avevano segnato la pur fortunata finale del 1984, disputata allo stadio Olimpico contro la Roma. Voci in seguito smentite vorrebbero agguerriti gruppi ultras di altre squadre inglesi, lasciate da parte le tradizionali divergenze, giungere a Bruxelles per cercare insieme una vendetta.

L'organizzazione dell'evento lascia però a desiderare, dato che le prime rimostranze si manifestano ancora prima dell'incontro: sia i due club che i delegati UEFA si lamentano delle condizioni fatiscenti dell'impianto, dove pietre, travi e calcinacci sono disseminati per le curve e le tribune, e per la pessima decisione presa dalle autorità belghe, di lasciare la vendita di un cospicuo pacchetto di biglietti libera a tutti, quindi non controllabile; se agli italiani sono riservati i settori N, M, O, e agli inglesi le opposte zone X e Y, l'assegnazione del settore Z ad un pubblico neutrale (nei fatti vanificata dai circuiti di vendita non ufficiali) lascia presagire il pericolo che un eventuale contatto tra le tifoserie avverse possa degenerare in scontri violenti.

La giornata trascorre in un clima di euforia, ma la tensione aumenta all'avvicinarsi del fischio d'inizio: già fuori dei cancelli dello stadio una folla si ammassa per entrare da entrambe le parti, nella coda non tutti possiedono un regolare biglietto e l'organizzazione si conferma non avere la situazione sotto un pieno controllo. Circa venticinquemila persone per ognuna delle due squadre vanno ad assieparsi sui gradini.
Quando un gruppo di tifosi inglesi abbatte le fragili recinzioni di protezione per assaltare l'area del settore Z occupata dal pubblico italiano, la polizia si mostra incapace di intervenire; mentre continua lancio di pietre tra gli spalti, gli juventini (che non sono accaniti ultras, ma perlopiù famiglie) si riversano terrorizzati contro il muro opposto in cerca di una via d'uscita. Solo in pochi riescono a scavalcare e mettersi in salvo, mentre la pressione della folla nel panico trasforma la tribuna in una trappola, dove chi non si getta nel vuoto è calpestato o schiacciato contro il muro. Quando infine il muro crolla, dopo interminabili e terribili minuti, si apre un varco che consente al pubblico di riversarsi in campo per sfuggire al massacro, ma le forze dell'ordine tentano addirittura di respingerlo. Sono appena passate le 19.30: in breve tempo perdono la vita 39 persone ed oltre 600 vengono ferite, ma nel resto degli spalti e negli spogliatoi è difficile realizzare le tragiche dimensioni/gravità dell'accaduto.

Uno spettacolo desolante

Circa un'ora prima dell'inizio della partita, prevista per le 21.30, le autorità trovandosi davanti ad uno scenario apocalittico decidono di proseguire/rispettare il programma e far giocare ugualmente le squadre per evitare ulteriori disordini e compromettere irrimediabilmente la sicurezza dei sessantamila presenti. Le pur contrastanti testimonianze di giocatori e dirigenti juventini confermano la loro riluttanza ad una regolare discesa in campo: la confusione che regna nel rincorrersi delle notizie li convince però ad accettare la determinazione degli organizzatori e del Liverpool, per cui le squadre si presentano sul terreno di gioco immerse in un'atmosfera innaturale.
E' solo un rigore di Platini, assegnato per un dubbio fallo su Boniek al sedicesimo minuto della ripresa, a decidere il risultato allontanando così l'incognita dei tempi supplementari che possono aggravare la sciagura. Dopo il triplice fischio finale, il disastro sembra già dimenticato: i festeggiamenti dei bianconeri, costretti probabilmente a rispettare la parte per non innervosire i tifosi, innescheranno nei mesi successivi un'accesa critica perché sono poi accompagnate da altrettanta esultanza al momento del ritorno a Torino con la coppa, tanto agognata e così amaramente conquistata. Ancora oggi non è chiaro cosa esattamente i giocatori sapessero circa le proporzioni della catastrofe.

Stilato un bilancio definitivo delle vittime, dopo una intera notte di soccorsi, non rimangono più scuse per gli hooligans, che sono ritenuti responsabili dell'ennesima brutalità, l'ultima di una lunga serie: la UEFA e poi la FIFA decidono così di bandire per cinque anni le squadre inglesi dalle competizioni internazionali, ed il Liverpool ne sconterà effettivamente sei.
La giustizia belga sembra però trascurare le necessarie, approfondite indagini e solo nel 1989 si arriva ad un processo che condanna quattordici dei ventisette imputati; verranno sollevati numerosi dubbi sull'arbitrarietà di una tale selezione. Lo stadio Heysel viene riservato all'atletica e dopo una decennale chiusura alle competizioni calcistiche viene demolito per lasciare posto al nuovo impianto intitolato al Re Baldovino, inaugurato nel 1996, che ospiterà anche le partite del campionato europeo del 2000.

 

 

 

FOTO STORICHE DEL 1985 IN BIANCONERO CEH TESTIMONIANO CON CRUDEZZA LA PORTATA DI QUESTA TRAGEDIA.

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 Commemorazione Heysel Riduci

Torino 26/5/2007… La Commemorazione delle Vittime dell'Heysel!, Per la prima volta la Juventus F.C. organizza una Cerimonia Ufficiale di Commemorazione!

 Clicca qui per le foto, commenti e le parole consegnateci dai parenti di alcune vittime di quella sera.

 
2 Maggio 2007   
Old Indians:
Lo scopo di questo Topic è quello di ricordare alla Società Juventus una promessa fatta tempo fa.

Infatti quando organizzarono la festa per il 109° compleanno della Signora, fummo Noi a ricordare alla Società , che in quella occasione non ci si doveva dimenticare delle 39 Vittime dell’Heysel.
In realtà furono molto cortesi e sensibili, molto più di chi li aveva preceduti , ed il giorno della festa aggiunsero, alle tante candeline intorno alla torta sistemata al centrocampo, UNA candelina in memoria delle Vittime dell’Heysel…
In quella serata però la Società, comprendendo la Nostra rabbia e delusione per troppi anni di oblio ed indifferenza promise che in occasione del prossimo anniversario della Tragedia, si sarebbe organizzata una vera e propria commemorazione…come da tanto – troppo- tempo non si faceva.
Bene, tra pochi giorni quella data arriverà…
Mi auguro che alle promesse stavolta seguano i fatti…Tutti Noi ce lo auguriamo e chiediamo alla Società che mantenga la promessa e dimostri un po’ più di quel Cuore e Umanità che è mancata in questi anni in cui sono stati altri gli “interessi”
Noi non abbiamo dimenticato, ma per troppi anni la Commemorazione dei Nostri 39 Angeli è stata lasciata alla volenterosa ed encomiabile iniziativa di Persone che Noi conosciamo bene…ma Oggi tutto questo non basta più!
Anche quest’anno di sicuro nel giorno più triste della Nostra Storia quelle 39 Stelle non saranno sole…ma stavolta anche la Società Juventus DEVE celebrare il Ricordo e la Commemorazione di quegli Angeli volati in Cielo con addosso la Maglia Bianconera!
Badate si può sbagliare un acquisto di mercato….o fare infelici e continue dichiarazioni sul futuro o sul mercato…..ma stavolta sull’Heysel non si può sbagliare !
 


***
Buonasera a tutti.. volevo avvisarvi che per quanto non abbia fatto in tempo a scrivere oggi alla JUVE, mi hanno chiamato loro ricordandosi della promessa fatta..
ora parlero' con il Direttivo dei Drughi ovviamente per poter organizzare anche da parte nostra un ricordo all'altezza della situazione.. e la giornata che mi hanno comunicato, indicata per il ricordo dei nostri Angeli, sarebbe il 26 maggio prima di JUVE mantova..
pero' per quelli che davvero (e non solo a parole) non hanno dimenticato.. sabato 26 ci devono essere..
A bruxelles 2 anni fa per il ventennale.. eravamo in 15.. in rappresentanza della curva..e dei vari gruppi..e grazie alla colletta dei gruppi che siamo riusciti a pagare la corona presente a nome nostro.. mentre pinguini e tifosotti nemmeno l'ombra dall'italia.. neanche un fiore..
Vediamo se stavolta..con noi tutti della curva presenti.. riusciamo davvero a far sentire ancora di piu' il nostro Ricordo e il nostro dolore per quella maledetta sera, nel modo piu' decoroso e doveroso..
Ho avvisato anche i ragazzi di Bruxelles (Lupo)
grazie a chi non dimentichera'..
Di seguito inizio' l'organizzazione di un piccolo Grande Evento

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