Ale e Ricky giovedì 4 dicembre 2008 Registrazione Login

 Il sito di Alessio e Riccardo Riduci

 Stampa   

 29.05.195 Riduci

Clicca  qui per vedere video e foto di quella maledetta sera del lontano 29 maggio 1985

image

Heysel 29.05.1985


 Stampa   

 Enter Title Riduci

DICEMBRE 2006: UNA TRAGEDIA DA SPEZZARE IL CUORE

15.12.06. Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, annegano nel laghetto dei campi di Vinovo. Video, Foto e Lacrime nei racconti degli amici e di tutti noi.

Una sera di dicembre, una qualsiasi maledetta sera di dicembre.. a Vinovo, nei campi di allenamento, poco prima della partita tra la prima squadra della JUVENTUS e il Cesena.. le porte dell'inferno si aprirono mentre due Angeli volavano in cielo, lasciandoci esterefatti, senza parole e con il cuore sanguinante e ferito per Sempre..

Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, portiere e centrocampista della Juventus Berretti,due ragazzi e due sogni spezzati.

 

I commenti degli Amici di Alessio e di noi tutti distrutti da questa immane tragedia. Clicca qui per entrare nel topic apposito creato la stessa sera della tragedia.  Dolore, sgomento e lacrime.. parole, foto e il nostro saluto per due Angeli volati troppo presto in cielo.

 

"INSEGUIRE UN PALLONE RICHIAMO IRRESISTIBILE"
GIANCARLO PADOVAN - tuttosport

Morti per recuperare il pallone, inghiottiti dall’acqua gelida di un invaso artificiale. La fine di Riccardo Neri e Alessio Ferramosca, portiere e centrocampista della Juventus Berretti, scardina con uno sbalzo violentissimo il lessico famigliare di ogni fine allenamento. Quando, sul far della sera, i ragazzi più volonterosi raccolgono il materiale dal terreno di gioco e rincorrono i palloni scagliati oltre la recinzione da qualche compagno esuberante o solo impreciso. Forse non sapremo mai con esattezza come e perché Riccardo e Alessio siano morti. Tuttavia con certezza sappiamo che la trappola tragica è scattata mentre stavano inseguendo l’oggetto più amato della loro passione sportiva, quello a cui avevano consegnato l’infanzia e la loro adolescenza. Amavano il calcio e ai bordi di un campo di calcio sono annegati. Per quanto inspiegabile, inaccettabile, assurda e paradossale appaia questa disgrazia, è chiaro che il destino si è presentato nell’unico posto in cui avrebbe potuto trovare quei due ragazzi.
Come per molti che approdano nei settori giovanili dei club professionistici, la loro vita era fondata su quella perenne rincorsa al pallone. Conosco bene la benedetta/maledetta passione che le fa da motore. Forse perché ancor oggi - in un’età finalmente matura e pur compresso da impegni più urgenti e pressanti - ancora frequento le arene del calcio dilettantistico; forse perché chi vive e racconta lo sport da vicino sa quanto abitui alla pulizia delle conquiste. Però, quando ho appreso la notizia, non mi sono sorpreso che Alessio e Riccardo si attardassero in quello straordinario lavoro di ricerca della palla. Al tatto – uno era un portiere – e ancor di più alla sua vista si è posseduti da un’insana follia. Quando si è in campo, per arrivare su di essa, per arrivare a conquistarla, gestirla, passarla, calciarla, respingerla, si è disposti a tutto. Adare tutto, a prendere tutto. Un vero calciatore - prima ancora di un grande calciatore – non si risparmia mai. Gioca per i compagni, gioca per la squadra, sa cos’è l’aiuto reciproco. Ecco perché dentro al laghetto d’acqua piovana sono finiti in due. Perché in due il pallone è meno difficile da prendere, perché in due la palla ce la si passa.
C’è qualcosa di antico – e di violentemente doloroso – nel gesto che ha determinato la morte di questi due giocatori diciassettenni. Nonostante fossero ormai pronti ad affacciarsi al professionismo, si sono mossi come molti di noi fecero quando i primi calci maldestri destinavano il pallone nel fosso adiacente il campo. Chi non si è mai sporto rischiando di finirci dentro, chi non vi ha affondato le caviglie riemergendo con il pallone tra le mani come fosse il più prezioso dei trofei o la ragione suprema della nostra stessa vita? Alessio e Riccardo erano quelli che siamo stati tutti, solo più bravi e fortunati ad essere finiti nella Juve. E adesso non ha nessuna importanza sapere se sia stata più imprudenza o fatalità. Conta che erano della nostra irragionevole tribù di pedatori sognanti. Ascoltavano solo il suono del pallone, la sua necessaria presenza. Perché, ovunque esso sia, è da quello che ogni volta si ricomincia a giocare.

 

Comunicato ufficiale della FC JUVENTUS sull'accaduto:
IL DOLORE DEL CLUB BIANCONERO
15 dicembre 2006 - I giocatori hanno lasciato lo stadio Olimpico a testa bassa dopo la notizia della morte dei due giovani della Berretti, annegati a Vinovo. Questo il comunicato stampa letto dal d.s. Alessio Secco, visibilmente turbato, poco dopo la decisione di rinviare l'anticipo contro il Cesena: "La Juventus football club annuncia la scomparsa di Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, due ragazzi della Berretti, che questo pomeriggio hanno perso la vita a seguito di un incidente avvenuto nel centro di allenamento di Vinovo in merito al quale le forze dell'ordine e la magistratura stanno facendo accertamenti. La società e tutti i tesserati partecipano al dolore delle famiglie dei due ragazzi, entrambi diciassettenni. In considerazione di questi grave lutto, la Juventus ha chiesto alla Lega Calcio e al Cesena il rinvio della partita".

 

CHI ERANO ALESSIO E RICCARDO.. da LaStampa:

"Presto debutteremo coi grandi"
Talentuosi e felici avevano realizzato un sogno: «Essere qui è un successo»
Il sogno è diventato un incubo. Per Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, infatti, essere riusciti a mettersi la maglia della Juventus era il massimo. Alessio, centrocampista, ce l’aveva fatta da pochi mesi: questa era la sua prima stagione in bianconero, dopo anni a sudare con la maglia dell’Atletico Mirafiori che ha i campi non lontano dal nuovo centro della Juve. L’aveva visto costruire pezzo dopo pezzo, il nuovo campo di allenamento juventino. E spesso aveva ripetuto: «Un giorno ci giocherò».

Riccardo, invece, era a Torino da due anni, e domani ne avrebbe compiuti diciasette, come Alessio. Portiere, era di Castelfiorentino, sulle colline che stanno fra Firenze e Siena. Aveva giocato per anni nella squadra del paese poi s’era convinto per la grande sfida, tentando un provino con l’Empoli. Nemmeno il tempo di sapere se era andato bene o male: la Juve aveva deciso di portarlo a Torino, quindicenne. L’anno passato aveva giocato la finale Allievi contro la Fiorentina. Insomma, stava viaggiando forte. Anche a scuola, prendendo a calci l’immagine dello sportivo deficiente. Macché: «Riccardo era bravo a scuola - ricorda Manuela, la migliore amica che frequenta con lui la quarta C dell’Itc Maxwell di Nichelino - il più bravo della classe». Il professore di elettronica lo adorava. Intorno aveva pure molte ragazze: «il toscanaccio bello», lo chiamavano, prendendolo in giro. Ma mica tanto. Piaceva: per la maglia della Juve e per quei capelli lunghetti che gli davano tanto l’aria da portiere.

Correva forte anche Alessio, detto Alex, uno col quale diventavi amico pure se non volevi. Era nello spogliotoio della «Berretti» da appena tre mesi e aveva già legato con tutti. Soprattutto con Riccardo. Il portiere e il centrocampista. «Era un grande - racconta un suo amico - arrivato ieri sera fuori dai cancelli di Vinovo - venire a giocare con la Juve era il suo sogno. E ce l’aveva fatta». Ieri sera avrebbe dovuto festeggiare il Natale con i vecchi amici dell’Atletico Mirafiori. Poi la telefonata a Luciano, il papà di Alessio. «L’ho visto giocare chissà quante volte - ha raccontato un amico del papà - ed aveva la stoffa del centrocampista. Visione di gioco, passaggio. Doveva solo un po’ farsi fisicamente». Il resto, sono lacrime.


Video Tributo di Alessio e Riccardo. L'Addio delle famiglie, della JUVENTUS e del popolo Juventino, ai funerali dei nostri due Angeli.

Del Piero: "Siamo senza parole"
Il capitano della Juventus esprime il suo dolore per la tragedia di Vinovo: "Pochi giorni fa avevamo festeggiato con quei ragazzi alla cena natalizia della squadra"

TORINO, 16 dicembre 2006 - Tocca ad Alessandro Del Piero, capitano della Juventus, esprimere il dolore per la tragedia di Vinovo in cui hanno perso la vita due ragazzi della Berretti bianconera. Tocca a lui, uomo simbolo di quei campioni che Alessio e Riccardo sognavano di raggiungere, piangere per un dramma che ha scosso tutto il club. "Una grave perdita ha colpito tutti noi alla Juventus - spiega Del Piero sul proprio sito internet -, una tragedia appresa mentre ci trovavamo già all'Olimpico per la gara contro il Cesena, e che lascia me personalmente e tutta la squadra senza parole".
Del Piero, che ha lasciato l'Olimpico a capo chino dopo il rinvio della partita contro il Cesena, chiude con un ricordo dei due ragazzi: "Esprimo le mie più sentite condoglianze e mi unisco al dolore immenso delle famiglie dei due ragazzi, con i quali proprio pochi giorni fa avevamo festeggiato alla cena natalizia della Juve, e sono vicino ai loro compagni di squadra".

image

Arriverderci Alessio, Arrivederci Riccardo..

I commenti degli Amici di Alessio e di noi tutti distrutti da questa immane tragedia. Clicca qui per entrare nel topic apposito creato la stessa sera della tragedia.  Dolore, sgomento e lacrime.. parole, foto e il nostro saluto per due Angeli volati troppo presto in cielo.


 Stampa   

 Text/HTML Riduci

 Stampa   

 Text/HTML Riduci
Un abbraccio da parte di Sara e Vale

DSCF9210.JPG

Torneo in memoria di Alessio e Riccardo
settembre 2007


 Stampa   

 Text/HTML Riduci
Clicca Qui Per Inserire il tuo Contenuto

 Stampa   

Dichiarazione per la Privacy Condizioni d'Uso HomePage  News e Quotidiani Blog di OG e Redazionali Forum  Mondo Ultras 110 anni di Storia OG in Radio Le nostre Battaglie Ale e Ricky Contatti
Copyright (c) 2000-2006